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Week end al mare sul Gargano in Puglia

Hai voglia di trascorrere qualche giorno al mare? Stai cercando una meta per passare due o tre giorni in completo relax? Il Gargano può essere la meta ideale per questo tipo di esigenza. La Puglia in generale è una regione molto bella e che offre grandi opportunità di vacanza, ma il Gargano in particolare è una zona a dir poco suggestiva.
Organizzare un weekend al mare sul Gargano è la soluzione ideale per una viaggetto con amici, per trascorrere qualche giorno in romantico relax o per staccare dal quotidiano e far respirare ai tuoi bambini un po’ di aria di mare.
Le strutture ricettive sono molte e semplici da contattare: tramite internet è possibile confrontare offerte e servizi e potrai scegliere quello migliore per te. Puoi scegliere tra i numerosi villaggi sul Gargano o tra gli appartamenti nella zona di Vieste. Se vuoi organizzare la tua vacanza in un periodo particolarmente gettonato, l’unico suggerimento è quello di muoverti per tempo: in questo modo potrai scegliere tra le migliori offerte, senza doverti accontentare di soluzioni di ripiego.
Un weekend al mare sul Gargano permette di godere di una natura rigogliosa e incontaminata, di un mare cristallino e limpido e di panorami mozzafiato.
La zona è molto bella anche in bassa stagione, a Pasqua o nei mesi di aprile e maggio è possibile visitare la regione, godendo della tranquillità dei luoghi e delle bellezze, favoriti dal clima mite e dall’aria di mare.
Il Gargano, inoltre, ospita il parco naturalistico, all’interno del quale è possibile organizzare escursioni, alla scoperta di una natura tra le più ricche del Sud Italia.
I paesi dell’interno sono caratteristici e rappresentano gioielli da scoprire e da amare, veri e propri patrimoni storici. Vieste, per esempio, è conosciuta come “La perla del Gargano” e può essere scelta come location ideale per trascorrere un weekend al mare sul Gargano.
Oltre a tutto questo, anche la cucina offre sorprese gustose: la tradizione, infatti, non è da meno rispetto ad altre cucine tipiche.
Non manca proprio niente per organizzare una vacanza divertente, rilassante e appagante, anche se dovesse durare solo l’arco di un weekend.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che i prezzi sono vanataggiosi e onesti e che l’accoglienza è calda è semplice immaginare i motivi per cui la Puglia e il Gargano siano tra le mete più gettonate, non solo da turisti italiani, ma anzi famose in tutto il mondo.

Risparmio energetico: gli impianti solari termici

Gli impianti solari termici rappresentano, ad oggi, l’innovazione per eccellenza in questo campo. Sono costituiti da tre elementi fondamentali: i pannelli solari che assorbono l’energia solare, i collettori che trasferiscono energia termica al liquido termo-vettore che a sua volta, invia il calore all’acqua ed un boiler necessario per conservare l’acqua calda.  A parte la superficie che si vuole ricoprire con i pannelli solari, si può scegliere anche la grandezza e la capacità di capienza del serbatoio, a seconda delle persone che vivono in quella abitazione e alla quantità di acqua calda che viene consumata.

Sì perché, gli impianti solari termici, vengono utilizzati non solo per il riscaldamento degli ambienti, ma anche per scaldare l’acqua sanitaria. Attenzione a non confonderli, come spesso accade, con gli impianti solari fotovoltaici, perché questi producono solo energia elettrica.

Esistono in questo settore, due categorie di impianti solari termici: quelli a ventilazione naturale e quelli a ventilazione forzata.

I primi sono i più economici tra i due, visto che si sfrutta il fenomeno della convezione per riscaldare l’acqua. Per questo il boiler (corpo freddo) viene posto più in alto rispetto al collettore (corpo caldo). Il fluido si mescola effettuando una sorta di cerchi, che rappresentano i moti convettivi, dal basso verso l’alto. I secondi invece, per inviare acqua ed incanalarla nel circuito domestico, di arrivo, necessitano di un sistema idraulico a parte. La pompa presente in questo, forza l’andamento del fluido all’interno del serbatoio e la serpentina svolge la funzione di scaldarla prima di arrivare a destinazione. Il costo di quest’ultima tipologia di impianto è nettamente maggiore a quello precedente, visto che ci sono molte componenti in più, ma anche l’efficienza è superiore, poiché la serpentina è posta direttamente nel serbatoio. E’ come se il calore venisse conservato più a lungo.

Sicuramente, la manutenzione di questi sistemi, rispetto alla presenza di una caldaia, intesa come fonte di calore, è di gran lunga ridotta. Relativamente alla spesa a cui si va incontro, lo Stato, per incentivare le persone a prestare maggiore attenzione a questo tipo di riscaldamento, offre dei contributi e concede dei finanziamenti.  Per informazioni a riguardo, bisogna cercare i bandi di gara delle varie regioni ed inviare la modulistica necessaria agli uffici della regione di appartenenza. Generalmente, si può arrivare ad ottenere il 55% del finanziamento da restituire in dieci anni. Comunque, per avere un’idea della spesa a cui si va incontro, il prezzo si aggira intorno ai 6000 euro per questo tipo di impianti.

Quali tipologie di scatoloni occorre impiegare per un trasloco?

Quando si trasloca, generalmente una delle questioni che si considera meno è quella che riguarda gli scatoloni da utilizzare per imballare la roba da portare via.
In realtà, sottovalutare ciò non è lungimirante poiché la qualità, la resistenza e non da ultimo le misure degli scatoloni che si intendono utilizzare per il trasloco sono assolutamente fondamentali per la buona riuscita dello stesso.
Quante volte, infatti, al termine di un trasloco, quando ci si ritrova nella nuova abitazione o nel nuovo ufficio per aprire gli scatoloni trasportati e sistemare la roba che contengono (talvolta oggetti delicati o di grande valore, monetario o affettivo), ci si rende conto che qualcosa è andato perso, qualcos’altro si è rovinato e diversi oggetti sono stati rotti durante lo spostamento?
Solitamente ci si arrabbia moltissimo per essere stati maldestri, oppure si incolpano i professionisti della ditta di traslochi utilizzata, quando in realtà molti disastri si potrebbero tranquillamente evitare scegliendo gli scatoloni adatti a un trasloco.
Ci sono molte aziende che producono scatoloni di cartone di tutti i tipi e per tutti gli utilizzi, e tra questi ci sono appunto gli scatoloni per traslochi.

Scatoloni per traslochi: le tipologie disponibili

 

Questi ultimi sono realizzati in cartone abbastanza resistente da riuscire a sopportare il peso della merce contenuta: in generale vengono preferiti i cartoni in doppia onda, ma molto dipende dalle dimensioni.
Poiché infatti gli scatoloni da trasloco e stoccaggio ideali sono declinati in decine di dimensioni diverse, da quelli più piccoli pensati per trasportare libri e suppellettili, a quelli più grandi destinati ai vestiti, spesso possono rendersi utili anche cartoni mono-onda, che tuttavia – a prescindere dalle dimensioni – non devono contenere più di 7 chili di oggetti.
Oltre alle tradizionali scatole Americane, poi, sul mercato di recente sono state messe anche nuovissime scatole specifiche per l’archivio auto-montante, con coperchio e maniglie, assolutamente perfette per chi vuole trasportare del materiale da ufficio conservandone l’ordine iniziale.
Ciò, tra l’altro, consente di risparmiare parecchio tempo quando si vanno a riaprire i pacchi, poiché la roba è già in ordine e va solo prelevata e sistemata nella sua nuova sede.

Guida all’acquisto dei computer portatili HP

Quando si deve comprare un nuovo portatile bisogna sempre partire dall’individuare quello migliore per sé in base all’uso che se ne deve fare e a quali sono i motivi che spingono all’acquisto. La proposta è così ampia che non è sempre facile orientarsi con facilità.
Di seguito proviamo a individuare alcuni tipi di esigenze e quale modello può essere una buona soluzione.
Se si cerca un notebook economico, magari per uso domestico, per un ragazzo giovane, che comincia ad avvicinarsi all’informatica, tra le offerte per pc segnaliamo quella relativa all’HP Stream 13 può essere molto interessante. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo, il costo si aggira attorno ai 250 euro ed è molto curato nel design. Si tratta di un notebook tradizionale, senza touch screen, ha un display da 13,3” da 1366 x 768 pixel, antiriflesso.
Il processore è un Intel Celeron N2840 2.16 GHz, una memoria eMMC da 32GB (espandibile tramite microSD) e 2GB di RAM.
Se, invece, si sta cercando un pc hp portatile orientato al business e al lavoro, la scelta potrebbe cadere sull’HP ProBook 430. Si tratta di un portatile molto stabile e dalle buone prestazioni per il lavoro quotidiano. Forse è un po’ penalizzata la parte dedicata alle prestazioni multimediali, ma compensa, appunto, con l’alta affidabilità. E’ dotato di un potente processore Intel Core i7-6500U da 2.5Ghz, 8GB di RAM e scheda video integrata. Viene venduto con il sistema operativo Windows 7 Pro (aggiornabile al 10). Pesa circa un chilo e mezzo ed è quindi anche piuttosto comodo per chi si sposta per lavoro e ha bisogno del proprio pc con sé.
L’HP Omen 17 Laptop è, invece, un notebook adatto al gaming, soprattutto perché equipaggiato con un display da 17,3 pollici (risoluzione 4K) e una scheda video NVIDIA GeForce GTX 1060 o GTX 1070. Il processore è un Intel Core i5 e Core i7. Il tutto è completato da quattro altoparlanti con tecnologia Bang & Olufsen, uscita mini-DisplayPort, tastiera retroilluminata, supporto per la realtà virtuale e batteria da 95 Watt che garantisce un’autonomia fino a 7,5 ore con una singola ricarica. Si tratta, ovviamente, di un notebook di fascia alta il cui prezzo di lancio è di circa 1700 euro.
Questa piccola panoramica già dà un’idea del fatto che i prodotti possono essere davvero diversi tra loro e possono rispondere a target e necessità diverse. Proprio per questo è importante non fare una scelta avventata, ma informarsi con calma, per essere alla fine soddisfatti del proprio acquisto.

Lubrificanti per catene: quali scegliere?

Le catene sono una parte importante della trasmissione. Queste solitamente, sono soggette a vari tipi di condizioni ambientali e di esercizio e quindi, è di estrema importanza sapere il modo in cui vengono trattate con olii lubrificanti e grassi. Il fluidi lubrificanti per catene svolgono un ruolo unico, visto che devono tenere queste pulite, senza che i residui si fermino al loro interno e  devono essere scorrevoli al punto giusto. Per tutta questa serie di motivi, è  molto importante anche il modo in cui viene steso l’olio sulla catena; infatti, è necessario che si crei un film protettivo che abbia lo stesso spessore su tutta la sua lunghezza.

Ma quali sono a tutti gli effetti i fattori che condizionano la scelta del tipo di olio da acquistare?

Innanzitutto, le condizioni ambientali in cui si trova a lavorare una catena di trasmissione, da non sottovalutare in questo contesto, gli sbalzi termici a cui questa può essere soggetta. Oltre a questo, è fondamentale sapere la velocità con cui la catena si muove, che tipo sia e tanto altro.

Questa azienda ha in magazzino tutte le tipologie di lubrificanti che soddisfano tutte queste esigenze lavorative.

Vengono chiamati proprio long life, perché assicurano una durata senza eguali. Di seguito presentiamo le carratteristiche più comuni degli olii lubrificanti utilizzati per le catene di trasmissione. La prima cosa che risalta subito agli occhi, guardando i cataloghi della Tecnolubeseal è che questi fluidi sono in grado di lavorare in condizioni di esercizio che vanno da -25 circa a 200 gradi Celsius. Due sono particolari da questo punto di vista: lo Spray 1100FG arriva a valori minori, circa 140 gradi ed ha una viscosità bassa. Si può acquistare in forma anche sfusa ed è perfetto da utilizzare negli ambienti dove c’è tanta polvere. Un altro tipo è lo Spray Dry Serie che arriva a coprire un range di temperatura molto ampio che va a toccare i 1200 gradi Celsius ed un valore minimo di -180. Oltre a questa, ha anche la caratteristica di asciugarsi da solo all’aria e di creare in un attimo, un film protettivo duraturo nel tempo. Ha inoltre, capacità formidabili di antifrizione. La linea Sinthy HTL è in grado di lavorare a basse temperature, ma anche di raggiungere i 240 gradi. Non crea affatto dei residui e mantiene tutto il tempo che agisce, le catene in perfetto stato anche in termini di pulizia. Si può trovare sia a media che a bassa viscosità.

Come scegliere l’università

Siamo a maggio e non manca molto all’inizio degli esami di maturità. Migliaia di studenti del quinto superiore sono concentrati su questo appuntamento che costituisce per tutti un vero e proprio rito di passaggio.

Ma oltre alle preoccupazioni per le tre fatidiche prove scritte e l’interrogazione che chiuderà gli esami di molti ormai, ahimè, in estate inoltrata, un altro cruccio starà tormentando i poveri maturandi: quale università scegliere?

Eh sì perché l’estate passa in fretta e chi non ha ancora deciso deve rimboccarsi le maniche vuoi per effettuare una scelta che, purtroppo, specie 19 anni o giù di lì può non risultare semplice per tutti, vuoi per avviare le procedure burocratiche necessarie a partecipare ad eventuali test d’ammissione, all’immatricolazione o alla richiesta di borse di studio.

Oltre alla facoltà è importante anche la città dove voler studiare. C’è chi ha la fortuna di vivere in un centro dove esiste un polo universitario magari anche con facoltà gradite. Oppure ci si deve spostare, con non poco esborso economico e qui i fattori sono diversi. Logico che un ragazzo di 19 anni pensi anche al divertimento quindi magari è più interessato alle piscine per feste Roma oppure agli aperitivi milanesi rispetto ad altri aspetti. Però la fattibilità economica, studiare a L’Aquila è molto meno dispendioso rispetto per esempio a Firenze, e il prestigio della facoltà sono aspetti che devono pesare nella scelta.

Tralasciando i passaggi successivi alla fatidica decisione della facoltà, in questo articolo si daranno dei piccoli consigli per acquisire maggiore consapevolezza nell’affrontare questa scelta.

Di certo gli studenti dell’ultimo anno delle superiori avranno già partecipato ad appuntamenti appositamente organizzati per l’orientamento, ma questi possono non bastare a fornire un quadro completo.

Ma chi volesse approfondire non deve preoccuparsi: viviamo nell’era di internet e siamo sommersi di informazioni, l’importante è selezionarle e sapere dove cercare.

In base alle proprie inclinazioni ed interessi la prima cosa da fare è individuare l’ambito di studi, tra quello scientifico, umanistico e delle discipline sociali. Fatti ciò è possibile consultare i macrosettori e i singoli settori scientifico-disciplinari direttamente sul sito del Miur – Ministero Istruzione Università e Ricerca -.

Per farsi un’idea completa del singolo settore, nei siti delle facoltà è possibile accedere direttamente all’offerta formativa, in cui sono descritti i percorsi di studio, gli sbocchi professionali e tutte le informazioni sui singoli corsi.

Chi volesse ulteriormente approfondire può anche verificare quali sono i singoli esami del corso e, eventualmente, consultarne il programma e i testi/materiali da utilizzare per prepararsi.

In questo modo si avrà, per quanto possibile, un’idea a tutto tondo della tipologia di studi che si andrà ad effettuare scegliendo quella facoltà.

Una volta scelto l’ateneo e la facoltà a cui iscriversi occorrerà informarsi sulle procedure e scadenze per l’immatricolazione: tutte le informazioni sono ancora una volta accessibili facilmente su internet.

Per chi dovesse sostenere una prova di ingresso per facoltà a numero chiuso sarà poi necessario compiere un ultimo sforzo e studiare per la prova stessa: in libreria ormai si trovano testi appositi per la preparazione ai test di ogni facoltà.

 

Far Cry Primal: il nuovo gioco della Ubisoft

Siete appassionati di videogiochi o semplicemente siete stati invitati a delle feste private Roma dai vostri giovani amici e non avete idea di cosa regalargli? Se anche loro sono appassionati di videogiochi, la famosissima casa produttrice di videogiochi francese, Ubisoft, ha pubblicato il 23 Febbraio del 2016, il nuovo episodio della saga Far Cry: Primal.

Far Cry è una serie videoludica famosissima della Ubisoft, il quale consiste in uno sparatutto in prima persona, contornato sempre da una storia mozzafiato e con moltissimi colpi di scena. Ogni “episodio” di Far Cry, è sempre stato apprezzato, soprattutto Far Cry 3 e 4. Quest’ultimo però, sarà molto diverso dai suoi predecessori. Scopriamo perchè.

Un’ambientazione insolita

Il motivo di questo titolo, è il fatto che Far Cry Primal, sarà ambientato nell’età della pietra. Questo ha inizialmente lasciato di stucco i seguaci della serie, in quanto tutti i Far Cry sono sempre stati ambientati in un’epoca moderna, utilizzando armi moderne. Qui invece, ci ritroveremo nei panni di un semplice cacciatore chiamato Takkar ed utilizzeremo armi come lance ed archi.

Il gioco ha inizio con uno sciamano che narra la storia dei Wenja, una tribù moderna che vive in pace. Dopo vari spostamenti, la tribù trova la famosa terra di Oros, una terra ricca e fertile, una terra perfetta insomma. Dopo alcuni anni, i Wenja vengono attaccati da una tribù cannibale, gli Udam e dai maestri del fuoco, gli Izila. Il popolo Wenja viene così sterminato e i pochi rimasti sono costretti a rifugiarsi nell’ombra.

Dopo questa breve introduzione, ci ritroveremo nei panni di Takkar, cacciatore Wenja, il quale è impegnato assieme ai suoi compagni a cacciare dei mammut. Dopo aver ucciso e scuiiato dei mammut che erano riusciti a cacciare, una tigre dai denti a sciabola uccide tutti i compagni di Takkar, lasciandolo solo assieme al fratello. Per sfuggire dalle fauci della tigre, si gettano da un burrone, ma solo Takkar sopravviverà. Il fratello infatti morirà e da qui avrà inizio la storia di Far Cry Primal.

Il gioco, sarà ambientato nel periodo Mesolitico, attorno al 10.000 a.C. dove la sopravvivenza è la cosa più importante. A differenza degli altri Far Cry, non ci saranno veicoli e le armi non si potranno acquistare, bensì bisognerà crearle con i vari materiali che si troveranno in natura. Sarà inoltre possibile domare gli animali, rendendoli docili verso di voi ed ostili verso i vostri nemici.

Aspetti e caratteristiche di una pista ciclabile

La pista ciclabile

Negli ultimi anni il mondo della bicicletta ha avuto una notevole evoluzione che ha portato ad una grande acquisto del mezzo e dei vari accessori per mtb, che servono per avere un mezzo sempre efficiente.

Il grande sviluppo ha causato la crescita e lo sviluppo di nuove piste ciclabili o l’ ammodernamento di quelle già esistenti.

Cos’ è una pista ciclabile

La pista ciclabile è uno speciale percorso adibito all’ esclusivo utilizzo della bicicletta, infatti è proibito il passaggio ai pedoni e ai veicoli motorizzati.

Le piste ciclabili fanno parte delle rete stradale della città, esse sono collegate in rete permettendo al ciclista di raggiungere qualsiasi luogo senza uscire dalla pista, rimanendo in assoluta sicurezza.

Le piste possono essere di diversi tipi: esistono quelle monodirezionali e quelle dove è possibile avere una doppia circolazione, esistono inoltre percorsi urbani e extraurbani.

Tipologia di pista ciclabile

Esistono diverse tipologie di pista ciclabile:

  • Pista ciclabile in sede propria: sono quei percorsi paralleli alla strada principale separati da un marciapiede o ringhiere e vengono usate soprattutto in strade che presentano un grande traffico.

Queste tipo di pista viene usata in città per la sicurezza, infatti la separazione dalla sede stradale principale permette al ciclista di guidare sulla pista senza interferenze e non c è rischio di inconvenienti quando si cambia strada.

  • Pista ciclabile con separazione ottica: sono delle porzioni di strada dedicate alla bicicletta, presentano una particolare segnaletica che indica la corsia preferenziale per il ciclista.

Questa tipologia di pista è prevista dalla normativa tecnica (DM 557/99) in strade di quartiere non eccessivamente trafficate e sono sempre monodirezionali.

 

  • Pista ciclabili contigue al marciapiede:si trovano quando abbiamo un marciapiede abbastanza largo, infatti una parte è per i pedoni.

La pista ciclabile è separata attarverso una striscia bianca e contrassegnata da un asfalto colorato.

Questa tipo di pista si trova nelle arterie con un discreto traffico e presentano un livello di protezione intermedio.

  • Percorsi ciclo pedonali : sono quei percorsi che sono solitamente inseriti in aree verdi dove non è consentito l’ ingresso di veicoli motorizzati.

Il problema di questo tipo di percorso è che vi si trovano sia i ciclisti che i pedoni e viene creata molta confusione che fa si che il percorso non sia unico per i ciclisti.

Le piste ciclabili possono essere fatti di diversi materiali: in asfalto, mattonelle autobloccanti, sentiero in terra battuta o sterrati ,fondi con materiali innovativi.