mag 15

Ancora una volta noi di iPhoneitalia dedichiamo un articolo a tutti i dev iOS che sono costantemente alla ricerca di novità da inserire all’interno delle proprie applicazioni. Le migliori app presenti su App Store vengono definite tali perché ricche di una serie di fattori caratteristici, tra cui feature interessanti ed interfaccia grafica, che sia elegante e versatile allo stesso tempo. Oggi vi parliamo di MGTitleMenu, un componente grafico che sicuramente ognuno di voi apprezzerà!

MGTitleMenu è un componente dell’interfaccia grafica iOS che consente agli sviluppatori di aggiungere in modo semplice ed efficace pop-up o menu ancorati ai bordi dello schermo, alle proprie app.

A nostro parere tale funzionalità avrebbe maggior senso ed utilità effettiva su uno schermo di dimensioni maggiori, come ad esempio quello di un iPad, ad ogni modo risulta indubbiamente un “add-on” comodo sia per i dev che per l’utente finale.

Lo sviluppatore, Matt Gemmell, ha rilasciato questo componente con una licenza di attribuzione gratuita di tipo open-source . E’ da precisare tuttavia che è possibile concederlo in licenza di attribuzione, versando una tassa davvero irrisoria.

La cosa davvero interessante è legata all’impiego effettivo di MGTitleMenu all’interno di un’app: i menu settati dal developer potranno essere richiamati con una “gesture” (come uno slide o un doppio tap) oppure con un semplice tasto, mostrando opzioni che magari per una questione di spazio non erano state inserite nell’interfaccia grafica principale. 

All’interno del suo blog personale dedicato a questo componente, Gemmell è stato così gentile da parlare del suo processo di progettazione e sviluppo. Ecco una delle sue citazioni più esplicative:

MGTileMenu was created as a way to show options or tools contextually, wherever your hand might be on the iPad’s screen. It’s for use in an app that I’m working on, and I thought it was worth releasing as a useful component.

The tiles are exactly the same size as app icons on the iPad’s Home screen, which provides a sensible consistency and presumably capitalises on Apple’s own research and testing. Believe it or not, the identical size was actually a happy coincidence: the first rounded-rectangle I drew by eye in Photoshop turned out to match iPad app icons to the pixel.

Having made the mockup, I felt there was something visually missing; the tiles needed something to unify them. A bezel seemed like a reasonable choice, so I started experimenting with the concept.

MGTileMenu è stato dunque creato pensando a come dare un modo nuovo a sviluppatori ed utenti di visualizzare opzioni o strumenti in base al contesto, ovunque si trovi la propria mano sullo schermo di un iPad. Uno tra i tanti pregi di questo componete è appunto legato alle icone, le quali posseggono la stessa dimensione di quelle di iOS. A dimostrazione di come spesso la fortuna sorrida alle grandi idee, c’è una dichiarazione dello stesso Gemmell, il quale afferma che si è trattata di una purissima felice coincidenza.

Concludendo possiamo dire che si tratta di uno strumento assolutamente innovativo e davvero ben strutturato, poiché supporta nativamente VoiceOver, iOS 5 ed è universalmente compatibile con gli schermi di iPhone (sia Retina che non Retina), iPod Touch ed iPad.

Se siete interessati ad MGTileMenu e volete saperne di più, visitate il sito www.mattgemmell.com.

Vi lasciamo ad un video esplicativo molto veloce, ma assolutamente eloquente delle features principali:



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mag 15

Dopo tre anni di assenza, torna nel capoluogo partenopeo MobilityTech, il più importante appuntamento nazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo della mobilità e del trasporto pubblico. Appuntamento a Castel dell’Ovo l’11 e 12 giugno, per riflettere sul futuro della mobilità
urbana e sul possibile miglioramento delle nostre città.

Città digitale, città sostenibile. E’ il tema su cui si confronteranno amministratori pubblici, imprese private e operatori di settore, ma anche il pubblico più giovane, che sarà coinvolto con gli Hackathon della Mobilità, un evento inedito nel panorama italiano, per ideare applicazioni, servizi per il web e soluzioni informatiche utili all’universo della mobilità. Con gli Hackathon della Mobilità, la città di Napoli si mette alla prova per includere nei suoi processi di dialogo con la cittadinanza l’energia creativa dei giovani.

Gli Hackathon (neologismo nato dall’unione delle parole: hacker e marathon) della Mobilità sono una gara di programmazione tra giovani esperti di informatica, organizzata a Napoli l’11 e 12 giugno da Clickutility On Earth, in collaborazione con ANM, Azienda Napoletana Mobilità spa. L’obiettivo è creare una app per smartphone o tablet (piattaforma Android, iOS o Windows Mobile) su due temi: La città sostenibile: quotidiano, turismo e cultura; e Trasporti: il cliente al centro.

Possono partecipare, da soli o in team organizzati, studenti di liceo o del triennio di università, sviluppatori di software e app, programmatori, hackers indipendenti, grafici e semplici appassionati della tecnologia, desiderosi di trasformare la loro idea in un’app di successo. Appuntamento lunedì 11 giugno alle 9:00 presso il Complesso Universitario di Monte S. Angelo, Via Cinthia snc, 80126 Napoli, Aula Informatica 3 – Basement Aulario 8B. Agli iscritti è richiesto di presentarsi muniti di pc, gli organizzatori forniranno postazioni confortevoli, internet a banda larga, food & beverage fino alla fine della sessione, prevista per le 16:30. Il giorno successivo, martedì 12 giugno, le app create saranno presentate dagli stessi hackers (cinque minuti a testa) a Castel dell’Ovo, sede di svolgimento di MobilityTech. Una giuria di esperti si riunirà per scegliere i vincitori (uno assoluto e uno per tema). L’evento si concluderà con la proclamazione del vincitore e la consegna dei premi.

Per iscriversi, consultare il sito di MobilityTech.



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mag 14

Ancora una volta noi di iPhoneitalia torniamo a parlare di sviluppo app, argomento che sicuramente starà a cuore a molti di voi. Dopo aver recentemente discusso di AIR, alternativa firmata Adobe, oggi vediamo nel dettaglio PhoneGap. Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme!

Questo nuovo metodo di sviluppo, rilasciato nella sua ultima versione il 2 maggio 2012, ha una storia davvero recente, ma promette di diventare una valida alternativa per la programmazione di applicazioni cross platform (multi piattaforma). Come tutte le grandi scoperte, vide la luce quasi casualmente in un iPhoneDevCamp a San Francisco nel vicino 2009. Fu vincitore di diversi premi, tra cui il Choice Award alla Web Conference 2,0 dell’ O’Really Media, nota casa editoriale americana.

Da quel momento PhoneGap fece parlare così tanto di se, da arrivare all’attenzione di Apple, la quale diede la sua approvazione ufficiale, annunciando formalmente che avrebbe aperto le porte dell’App Store alle applicazioni realizzate con questa tecnologia, poiché adempienti alle sue rigide linee guida.

Fu così che questa ennesima alternativa, sviluppata da Nitobi Software, venne acquisita da Adobe Systems insieme all’intera azienda il 4 ottobre del 2011. Anche se sono passati pochi mesi da allora, la piattaforma ha fatto grandi passi avanti, battendo un record assoluto: essere compatibile contemporaneamente con ben 7 sistemi operativi mobili. Ecco gli OS supportati:

  • iOS
  • Android
  • Windows Phone
  • Blackberry OS
  • webOS
  • Symbian
  • bada

Trattandosi di una soluzione open-source, ogni programmatore è in grado di offrire il suo contributo per implementare nuove funzionalità ed estendere in questo modo il suo utilizzo.

Sono tanti i vantaggi che si possono ottenere con PhoneGap, tra cui l’utilizzo di HTML5 e CSS3, o la possibilità di scrivere in JavaScript il nostro codice o ancora, di poter accedere alle funzionalità native della piattaforma sulla quale abbiamo intenzione di far “girare” l’app (notifiche push, vibrazione, accelerometro, fotocamera ecc…).

Ora che abbiamo fatto una panoramica generale di PhoneGap, scendiamo più nello specifico, andando a rispondere a tutte quelle domande (altrimenti dette FAQ) che ogni programmatore interessato si starà certamente ponendo.

Come si comincia?

Per iniziare è necessario recarsi sul sito https://build.phonegap.com/ ed effettuare una comunissima registrazione (completamente gratuita), compilando i campi richiesti e seguendo il processo guidato passo a passo. 

A questo punto basterà attivare il nostro nuovo account attraverso il link che ci verrà inviato via mail ed inserire tutti i dati della nostra app nel form che visualizzeremo dopo il login. Nel pannello “upload method” dovremo seleziona l’opzione “upload an archive or index.html file”. Premendo su “Scegli file” dovremo andare a caricare una cartella zippata (.zip) precedentemente preparata, contenente tutti i files necessari per il funzionamento della nostra applicazione (HTML, CSS, JavaScript…). A questo punto dovremo attendere qualche minuto per dare il tempo al PhoneGap Builder, di compilare i pacchetti in estensione nativa per tutte le piattaforme. Ad operazione ultimata avremo a disposizione tutti i link per effettuare il download del nostro prodotto finale.

Store submission: come funziona?

Come ci si comporta con i file compilati con PhoneGap Builder? Tutto dipende dalla piattaforma sulla quale abbiamo intenzione di lavorare: nel caso di webOS e Symbian non c’è bisogno di operazioni aggiuntive, mentre per iOS, Android e BlackBerry è necessario provvedere ai corretti certificati o chiavi d’autenticazione. Per tali OS, dato che si tratta di un processo relativamente lungo e complesso da essere spiegato in questo articolo informativo, consigliamo di consultare una delle seguenti guide dedicate:

Quanto costa PhoneGap?

Sono disponibili quattro “pacchetti” comprendenti diversi privilegi e/o limitazioni. Prendono rispettivamente il nome di: Developer, Starter, Team e Corporate. Ecco una tabella completa con tutti i costi e i relativi abbonamenti mensili o annuali. 

In conclusione possiamo dire di considerare PhoneGap davvero una valida alternativa ai comuni mezzi di sviluppo standard, soprattutto considerando il fatto che sfrutta HTML5 e JavaScript. Non tutti sapranno che l’attuale applicazione ufficiale di Wikipedia è stata realizzata utilizzando questo metodo!

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale di Adobe PhoneGap, cliccando quì.
Vi lasciamo a qualche video dimostrativo:



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mag 11

Oggi noi di iPhoneitalia parliamo di un argomento che sicuramente molti di voi avranno a cuore: lo sviluppo per iOS. Ogni amante dei prodotti Apple avrà più volte pensato di intraprendere quel lungo ed insidioso sentiero della programmazione per i dispositivi della mela. Molti credono che l’unica soluzione sia quella di imparare Cocoa utilizzando XCode come IDE (integrated development environment)… ebbene, non è l’unica soluzione! Parliamone insieme…Apple stessa consiglia a tutti i volenterosi che hanno intenzione di entrare nel mondo iOS di studiare approfonditamente Objective-C (Cocoa) utilizzando come IDE  XCode, disponibile gratuitamente per gli utenti Lion a questo link. Inutile dire che l’azienda di Cupertino si prodiga particolarmente per facilitare il lavoro ai neo-developer, mettendo a disposizione guide o codici sorgenti di esempio, i quali potranno essere “dissezionati” per carpirne i segreti. Recentemente l’ormai nota università di Stanford ha reso disponibili gratuitamente su iTunes U delle lezioni tenute da Paul Hegarty per imparare le basi di programmazione con iOS 5. I video sono presenti sia in qualità standard (SD) che in alta definizione (HD). Sono dotati di audio e sottotitoli, ovviamente in Inglese. Se avete intenzione di darci uno sguardo, potete trovarli direttamente a questo link

Detto questo noi di iPhoneitalia vogliamo parlarvi di un metodo di sviluppo alternativo, ideato e progettato da Adobe. Esso prende il nome di AIR. Nonostante abbia attualmente delle limitazioni, conserva al suo interno dei veri e propri punti di forza che da soli potrebbero portare qualunque programmatore a considerare una migrazione, tra cui appunto la compatibilità con diverse piattaforme. Nello specifico facciamo riferimento a dispositivi Apple quali iPhone, iPod Touch, iPad, telefoni e tablet Android. L’aspetto davvero interessante è legato al codice sorgente, esso infatti sarà sempre il medesimo e non dovrà dunque subire variazioni passando da un sistema operativo all’altro!

Iniziamo col dire che è un metodo davvero poco conosciuto qui in Italia, sul quale però Adobe punta davvero molto. Può essere programmato utilizzando due diversi IDE, ovvero Adobe Flash Professional CS6 o alternativamente Adobe Flash Builder 4,6. Quali sono le differenze?

  • Flash Builder: E’ un software di programmazione consigliato a tutti gli sviluppatori Flex ed ActionScript che vogliono creare, testare ed ottimizzare le loro applicazioni cross-platform. In questa impresa saranno certamente di aiuto i componenti specifici per ogni piattaforma (presenti di default dentro il pacchetto di installazione), sia essa di tipo mobile o desktop.
  • Flash Professional: E’ un programma di produttività basato su Timeline, il quale consente di realizzare una grande varietà di prodotti diversi, dalle animazioni di un banner pubblicitario, a cartoon, siti internet ed applicazioni per dispositivi mobili (iOS ed Android) e/o Desktop (WindowsMacLinux). Anch’esso utilizza ActionScript come codice di programmazione, ma dato che non possiede dei veri e propri componenti ottimizzati per lo sviluppo di app, consigliamo ai newbie che si vogliono affacciare a questo campo di utilizzare Flash Builder.

Utilizzando un dispositivo mobile Apple, sicuramente ognuno di voi avrà sentito parlare di Adobe Flash… con molta probabilità in modo dispregiativo. Utilizzato principalmente negli anni passati nella realizzazione di animazioni e siti internet è stato poi rimpiazzato da HTML5 per la maggior parte dei contenuti. Steve Jobs ha spesso ribadito infatti come non avrebbe mai “aperto le porte” ai prodotti derivati da questo software nei suoi iDevice. Le motivazioni che portò erano legate ad un eccessivo dispendio di risorse, in particolar modo la batteria, punto già critico.

Adobe cercò più volte di  far cambiare idea a Jobs,  proponendo partnership commerciali di ogni tipo, arrivando ad una sorta di “punto di accordo” verso la metà del 2010 con la pubblicazione della versione 11. Questa particolare edizione, comunemente nota come CS5 consentiva di esportare i propri contenuti Flash in IPA, ovvero nel formato nativo delle applicazioni per iPhone. In questo modo Apple riuscì a non far riprodurre i contenuti di Flash (.swf) lato browser ed Adobe implementò ancora una volta uno dei suoi software di punta, rendendolo finalmente compatibile con i dispositivi di Cupertino. Questa geniale “conversione dei contenuti” avveniva attraverso il nostro AIR, che in sostanza è un pacchetto di SDK sviluppate da Adobe stessa.

Circa un anno fa, con il rilascio di Flash CS 5.5, Adobe introdusse la compatibilità al Retina Display dell’allora nuovo iPhone 4 insieme ad una notevole accelerazione hardware che consentiva una maggior fluidità delle applicazioni realizzate con questo metodo di sviluppo.

Ad ogni modo, se siete interessati ad Adobe AIR e a tutti i programmi di scrittura del codice ad esso annessi, potete consultare le due recensioni complete su SlideToMac:

Per maggiori informazioni visitate il sito di documentazione ufficiale Adobe, cliccando quì.



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