apr 12
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Appuntamento oggi col nuovo Quiz dedicato al mondo di Blackberry. La storica società canadese fondata da Mihal Mike Lazarides ha vissuto momenti di gloria di successo fulgido soprattutto fino a circa un lustro fa, poi è caduta in uno stato di intorpidimento innovativo che ne ha causato il crollo nelle vendite e nelle classifiche dei produttori di smartphone. Un tempo regina del settore, RIM ha cambiato nome ri
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feb 25

Durante Show Stoppers, mini-fiera che ha anticipato il Mobile World Congress 2013, iPhoneItalia ha potuto toccare con mano il nuovo Z10 di BlackBerry, smartphone con cui la neonata BlackBerry (ex-RIM) prova ad invertire una tendenza che, dopo tanti successi, nell’ultimo periodo stava trascinando verso il baratro l’azienda. Peccato, però, che ci riesca solo a metà.

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Lo Z10 è il primo dispositivo BlackBerry 10 e presenta alcune caratteristiche di tutto rispetto, tra cui un display da 4.2” con risoluzione di 1,280 x 768 – 356 ppi – e con misure pari a 13,0 mm x 6,6 mm x 9,3 mm. Il peso dello Z10 è di 138 grammi.

Il dispositivo, composto di alluminio e plastica rigida, contiene al suo interno un processore dual-core Snapdragon S4 Plus da 1.5GHz con 2GB di RAM, una batteria removibile da 1,800mAh, uno slot microSD (che supporta fino a 32GB) ed una microSIM, nonché Bluetooth 4.0, NFC, LTE e Wi-Fi a/b/g/n.

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Pur rappresentando una vera e propria svolta per gli utenti e per la stessa BlackBerry, il nuovo Z10 mantiene una caratteristica particolarmente apprezzata dagli utenti BlackBerry: il LED rosso per le notifiche. Lo smartphone utilizza anche una fotocamera frontale da 2 megapixel, capace di registrare video a 720p, ed una posteriore da 8 megapixel, capace invece di girare video a 1080p. Il sistema operativo, come già accennato, è il nuovo BlackBerry 10 OS.

Dopo la carrellata di rito sulle caratteristiche del BlackBerry Z10, passiamo alle nostre impressioni “a caldo” dopo aver provato il telefono.

Appena acceso lo Z10, ci siamo subito accorti che qualcosa non andava (e non sarebbe andato) bene. BlackBerry ha deciso di rimuovere il tasto Home dal suo Z10 per sostituirne le funzioni con gestures touch-based. Fin qui, nessun problema. Provando ad accendere il telefono (che abbiamo trovato con l’app Fotocamera già aperta) non riuscivamo a capire come uscire e tornare alla Home. Incredibile, ma vero. E anche dopo aver capito quale fosse la gesture per terminare un’app (slide dal basso verso l’alto) abbiamo tristemente scoperto che la stessa gesture si comporta in modo diverso a seconda delle situazioni e non risulta particolarmente comoda durante l’utilizzo intenso del telefono.

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Se questo tipo di soluzione ha creato problemi a noi “del settore”, immaginate soltanto quanto potrebbe essere difficile, per un utente alle prime armi, interagire con il BlackBerry Z10 senza un pulsante Home fisico (in stile iPhone) o tattile (come per molti smartphones Android), specialmente se si hanno difficoltà a memorizzare (non tanto nella teoria, quanto nella pratica) le gestures in questione. Si rischia concretamente di non poter utilizzare il telefono, esattamente come è capitato a noi nei primi minuti.

Cercando di proseguire nella recensione del terminale, che viene comunque penalizzata nettamente da quanto esposto in precedenza, l’OS pensato da BlackBerry per lo Z10 risulta un ibrido perfetto tra iOS e Android dal punto di vista grafico, forse con qualcosa in più del primo rispetto al secondo. Per quanto riguarda l’intuitività del telefono, il BlackBerry Z10, proprio perché sposa alcuni elementi grafici già noti, risulta molto semplice da usare (eccezion fatta per la questione dell’all’assenza del tasto Home). All’utente viene fornita una schermata Home con tutte le icone delle applicazioni che possono essere lanciate con un semplice tap su di esse (per chiudere vi abbiamo già detto come fare, per evitare di rimanere bloccati…). Ogni tanto capita di assistere a qualche leggera indecisione del sistema operativo, che possiamo comunque giustificare vista la giovane età del nuovo sistema di BlackBerry.

Anche il prezzo – specialmente se messo in relazione con le caratteristiche dello Z10 – non premia il lavoro svolto da BlackBerry: 700€ per il mercato italiano.

Ci teniamo a sottolineare che ci siamo avvicinati al BlackBerry Z10 con estremo entusiasmo, vista la curiosità e l’attesa che questo dispositivo ha saputo creare attorno a se. Entusiasmo che, però, è venuto meno ancor prima di poter provare in modo intenso il dispositivo. Dispiace, perché l’idea alla base dello Z10, per quanto chiaramente ispirata ad iOS e Android, era davvero buona, ma è stata concretizzata male.

Provaci ancora, RI… BlackBerry!



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feb 13

2012 gartner

L’impegno di Huawei nel settore smartphone Android è costantemente sotto i nostri occhi ed ora i riconoscimenti del mercato iniziano ad arrivare, tanto che il produttore cinese è stato per la prima volta terzo a livello mondiale nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Davanti ci sono solo gli illustri nomi di Apple e Samsung, il che è tutto dire.

27,2 milioni di smartphone venduti nel 2012, con un incremento del 73,8% rispetto allo scorso anno: sono questi i numeri del successo di Huawei, che sale sul podio nel segmento più “illustre” del settore mobile, ma scivola al sesto posto se inseriamo nel conteggio anche i normali cellulari (vedi tabella qui sopra).

Samsung ed Apple rimangono re e regina (scegliete voi l’accostamento), collezionando da soli il 52% di tutti gli smartphone venduti nell’ultimo trimestre del 2012, contro il 46% realizzato nel Q3 dello stesso anno: Samsung ha totalizzato 64,5 milioni di smartphone nel Q4 2012, l’85,3% in più dell’anno passato, e in totale in  tutto il 2012 è arrivata a ben 384,6 milioni di cellulari venduti, dei quali il 53,5% erano smartphone (nel 2011 questa percentuale si fermava al 28%). Apple invece si è fermata a 43,5 milioni di unità nel Q4 2012, salendo del 22,6% rispetto al Q4 2011, e totalizzando in tutto l’anno passato 130 milioni di smartphone venduti nel mondo. Curiosamente, ma non troppo, le alte vendite sono dovute anche ad iPhone 4 e 4S piuttosto che al 5, anche perché magari alcuni hanno deciso di tenersi il “vecchio” 4/4S e prendere invece un iPad Mini.

Nokia costituisce invece un caso inverso: nell’ultimo trimestre 2012 il suo market share è stato di solo il 18% in totale, il più basso mai realizzato. In tutto il 2012 Nokia ha venduto 39,3 milioni di smartphone nel mondo, il 53,6% in meno de 2011. A livello generale il produttore finlandese resta secondo nel corso del 2012, ma solo per le centinaia di migliaia di feature phone.

Va male invece ad LG, che in generale perde quasi 30 milioni di clienti tra 2011 e 2012. Non molto meglio HTC, che in tutto il 2012 ha venduto 32 milioni di esemplari, la metà degli smartphone venduti da Samsung solo nel Q4 2012.

Spostandoci invece sui sistemi operativi, Android regna sovrano, con il 69,7% del mercato nel Q4 2012, contro il 51,3% dell’anno precedente. Segue iOS al 20,9%, sceso dal 23,6% del Q4 2011. Anche RIM ha conosciuto un calo di anno in anno del 5,3%, fermandosi al 3,5% nel Q4 2012, mentre Microsoft (aka Windows Phone) è salita dall’1,8% al 3,0%.

Se curiosi di spulciare ulteriori cifre, trovate tutto il report di Gartner nel link alla fonte.

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© Nicola Ligas per AndroidWorld.it, 2013. | Permalink | 9 commenti | Add to del.icio.us
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feb 12

Enterprise software is, traditionally, not terribly user-friendly. It’s not as though the companies involved never make an effort to provide usability — it’s just that we’re usually looking at monolithic systems that try to cover a lot of bases rather than thinking through each facet of their functionality.

It is therefore very interesting to see a new Swedish company called Dexplora get involved in enterprise user interface design, starting with an app called GetSalesDone that aims to be a more attractive and functional front-end for CRM systems such as Salesforce than the apps put out by those vendors themselves. Why so interesting? Because these people have serious heritage.

GetSalesDone opportunityDexplora’s founders were after all behind The Astonishing Tribe (TAT), the firm that licensed user interface (UI) software to handset manufacturers from Nokia to Samsung – and shaped early iterations of the Android UI – before being bought by RIM a couple years ago. And, according to co-founder Hampus Jakobsson, it was during the TAT days that they spotted an opportunity in the enterprise sector.

“When we came to use CRM systems at TAT, we were shocked they were designed for management, not for the users,” Jakobsson said. “It struck us that it’s the same thing we felt in the mobile world, that software was designed for internal use, not for humans.”

Jakobsson maintains that salespeople hate using Salesforce’s front-end, even the whizz-bang HTML5-based Salesforce Touch apps that came out last September. The Dexplora founders considered developing their own CRM system, but blanched at the thought of competing with the hundreds that are already out there. Still, they saw an opportunity in the “abysmal” UIs of market leaders from Salesforce to SAP and SugarCRM, realizing that the problem here was more than cosmetic:

“If the salespeople don’t love it and don’t use it, their reports get worthless. Most people told us they put stuff into the CRM system just before the weekend or just before a meeting, and doing it last-minute means the quality is really low, so the forecasting is really bad. It’s dirty data, and we came to the conclusion that that needs to be fixed at the source.”

So they built GetSalesDone – not a CRM system in itself, but rather an easier way to use the existing market leaders. The first iteration is an iPhone app for using Salesforce’s CRM product. The app, which uses the same APIs that Salesforce does for its own mobile apps, isn’t just (arguably) prettier than Salesforce’s own effort; it also adds new features, such as the ability to generate tasks with full context.

There will also be future versions for the others, in each case trying to fill in the deficiencies of the existing platform – better overviews for users of Microsoft Dynamics CRM, for example. To get a flavor of what the Salesforce version is all about though, here’s a handy video:

How does Salesforce feel about this? “We have a dialog with Salesforce — we feel that they like us,” Jakobsson told me, pointing out that Salesforce has a platform strategy that might make them not so worried about users consciously interacting with the platform, as long that they’re using it.

Apple gave the go-ahead this morning to launch the app, and Dexplora will do so in around a week’s time. GetSalesDone will be free for salespeople to pick up and use, and the firm will make its money doing customizations for specific enterprises.


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